martedì 29 dicembre 2009

VIAGGIO AL CENTRO DELL'INDUISMO

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“La possente incarazione del male continua ad agire, spietata, fino a quando verrà annientata dagli effetti scanditi delle sue stesse nefandezze. Giacchè il male reca in sè, accortamente dissimulato, il seme della propria distruzione; e per quanto un demone possa apparire terribile, la sua sorte è implicita nella sua propensione alla perfidia”


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Nei miti indiani gli anni contano migliaia, decine di migliaia, e gli avvenimenti hanno luogo in parecchi mondi,visibili e invisibili.eppure questo indefinibile arco di tempo è ben misera cosa rafforntato a quello, più ampio, della creazione della dissoluzione.

induismo4BRAHMA, il dio quadrifronte creatore dell’universo, giace in contemplazione sul letto di foglie di loto e crea ogni cosa per pura volontà.
Egli ha una misura propria del tempo: del giorno e della notte.
Nella sua mezza giornata di veglia Brahma crea l’Universo, che passa attraverso quattro epoche nettamente definite chiamate Yuga.

induismo_donna-b In base alle misurazioni celesti ogni Yuga dura tremila anni (tremilaseicento anni umani). Ciascuno dei quattro Yuga, “Krta”, “Treta”, “Dvapara”e “Kali”, presenta nel bene e nel male caratteristiche specifiche.

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  • Nel Krtayuga la rettitudine prevale universalmente.
  • Nel Tretayuga la rettitudine si riduce di un quarto, ma viene data grande importanza a cerimonie e sacrifici. Gli uomini continuano a celebrare i riti, ma senza essere mossi dal senso del dovere e perseguono fini materiali.
  • Nel Dvaparayuga la rettitudine si riduce di metà: taluni uomini studiano quattro Veda (testi sacri dell’induismo che si ritiene esistano dall’eternita.avendo preso forma dal respiro del dio stesso, essi non hanno inizio né fine), altri tre, altri ancora uno o addirittura nessuno. Le cerimonie si moltiplicano quanto più la bontà declina, mentre si manifestano malattie e calamità.
  • Nel Kaliyuga, infine, rettitudine, bontà e virtù scompaiono definitivamente e i sacrifici considerati mere superstizioni vengono abbandonati.
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“Quando l’uomo sarà pervaso da ira, dolore, cupidigia e paura e il mondo sarà sovrastato da un Universo senza regole allora saremo nel Kaliyuga”

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Poi Brahma si addormenta, e si produce la totale consunzione di ogni cosa. Dorme per dodici ore, poi si risveglia e l’incombenza della creazione si rinnova da capo, per protrarsi lungo un altro ciclo di quattro età complete.

brahmaLa vita di Brahma copre cento anni celesti, al termine dei quali anch’egli si dissolve e nulla sopravvive della creazione come del Creatore. Il sole e le stelle si spengono, gli oceani si sollevano in onde gigantesche che si richiudono sopra la Terra. Sopravvengono un’oscurità, un vuoto, un silenzio terrificanti. Al di sopra di questo sommovimento cosmico si situa un dio supremo, intoccato dal tempo e dai mutamenti, nel cui ricordo creazione e dissoluzione si sono prodotti in un batter d’occhio. Egli è la divinità suprema, ed è chiamato NARAYANA, ISVARA o MAHASAKTI. Da questo essere atemporale promana ogni cosa: attività, filosofia, scritture,,storie, dei e demoni, miti, epoche ed eroi, ed in Lui si conclude ogni cosa.

induismo2Per adempire ai suoi compiti questo Essere scende al “piano pratico sotto forma di una trinità divina composta da Brahma, il creatore, padre di tutte le creature, che si serve di un cigno quale mezzo di trasporto, marito di Saraswati, dea della sapienza, e padre dei sette savi, di brhaspati, dio della saggezza, di parajati e daksa; Visnù, il protettore che risiede nel Vaikuntha, marito di Laksmi, dea della ricchezza. Ogni qualvolta il mondo è minacciato di estinzione a causa di poteri malefici, Visnu s’incarna, ed ogni sua denominazione assume la denominazione di Avatara. Secondo la mitologia, egli sarebbe sceso nove volte sulla terra come Avatar, salvando l’umanità. Tra i suoi Avatara più importanti troviamo Rama e Krisna. Infine, ultimo membro della Triade Divina è Siva, il distruttore. Egli, marito di Parvati, risiede sui monti Kailasa. I suoi figli sono: Subraimanya, distruttore del demone Taraka, e Ganesa, il dio dalla testa di elefante, che risponde alle preghiere dei fedeli rimuovendo ogni sorta di ostacoli.

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PER SAPERNE DI PIU’….

  • Altre divinità secondarie:

Indra: più importante fra gli dei minori;

Vauna: signore degli oceani, dell’aria e delle acque;

Agni: dio del fuoco;

Yama: dio della morte e della giustizia;

Surya: dio del sole;

Kama: dio dell’amore;

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  • Le storie dal Libro della Giungla derivano dalla lettura orale di testi mitologici induisti, così come, a questi si ispirano anche Esopo e La Fontane.

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  • Nella tradizione indiana si ritrovano numerosi miti e leggende. Una di queste storie è quella del Diluvio che costituisce uno dei miti fondamentali della tradizione indiana pre-ariana.l’eroe del diluvio si chiama Manu ( parola che deriva dalla radice dravica MAN, che vuol dire argilla.).Manu è l’essere d’argilla, proprio come Adamo, vale a dire l’uomo in generale, del quale egli è progenitore. L’arca, secondo la versione indiana, fu guidata da un pesce; e nell’India meridionale, a Madura , ancora sussiste un culto assai importante che ricorda il pesce (mina).

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